Venerdì 19 dicembre 2008 presso l'Hotel Bristol,a Genova, si è tenuto un incontro con i nostri simpatizzanti sul tema:
"Il Partito oggi e prospettive per l'elezioni europee del 2009"
Gli oratori principali sono stati:
Gianni Bernabò Brea Consigliere Comunale di Genova,
Massimo Spinaci segretario provinciale de La Destra,
Agostino Bozzo Consigliere Comunale di Camogli,
ed Irene Maniscalco segretario provinciale di Gioventù Italiana.
Nell'occasione è stato fatto anche il brindisi per gli auguri di un Santo Natale.
Vi proponiamo il servizio del TG3 Regione dell'evento:
Alla breve cronaca di quest'evento, aggiungo un commento sulla fine di questo 2008 vissuto politicamente:
Purtroppo il 2008 non è stato un anno particolarmente fortunato per la Destra. Specifico “particolarmente”. Perché se è vero che il nostro partito ha in sé una grande tradizione che parte dalla fondazione del Movimento Sociale Italiano, nel ’46, per giungere fino ad oggi, però è anche che dal punto di vista del radicamento sul territorio è un partito di nascita recente. E non soltanto per questo motivo. Infatti di fronte alla spinta alla ristrutturazione dei partiti sul modello “leggero” statunitense, la Destra si conferma come un partito dalle “idee forti”. E con la volontà non soltanto d’incidere politicamente (nei momenti elettorali) ma, anche, socialmente (come nelle prossime manifestazioni di Pisa e di Napoli) e culturalmente. E aggiungo che la Destra è un partito giovane, non soltanto “di nascita”, ma, soprattutto, per la vivacità, la passione, l’entusiasmo per la politica, che c’è nei suoi dirigenti, nei suoi militanti, nei suoi bloggers, nei suoi simpatizzanti. Una comunità umana, una forza politica stretta intorno alle bandiere della Destra. E’ vero che le prove elettorali delle elezioni politiche e delle regionali in Abruzzo sono state alquanto dure. Però noi siamo convinti che, parafrasando Moller van den Bruck, che la Destra “ha dalla sua l’eternità”. E perciò, proprio perché siamo orgogliosi d’essere di Destra, lotteremo e costruiremo. Sul territorio, a cominciare dalla manifestazioni del 24 gennaio. Ché si svolgerà a Napoli. Perché Napoli, come ha scritto il nostro Presidente, Francesco Storace, è “l’emblema di una politica corrotta che rovina l’Italia a partire dalle zone piu’ infestate dalla criminalità e dall’affarismo, in un intreccio orribile che va spazzato via”. Laddove più forte è la Casta. Laddove la Casta ha lasciato più macerie. E noi, con la nostra passione, saremo ritti lì, in piedi fra quelle rovine. Noi, uomini e donne di Destra. in questa manifestazione, noi proporremo agli italiani una Destra che ha una forte identità, politica e culturale. Una Destra che disdegna il conformismo. Una Destra che è presente nelle strade e nelle piazze. Una Destra che si batte per diritti dei cittadini. Una Destra che, come diceva Giorgio Almirante, non va soltanto verso il popolo, ma si sente popolo e vuole esprimere la volontà del popolo. Una Destra che difende le conquiste dello stato sociale. Una Destra che ha a cuore il valore della solidarietà. Una Destra che è, prima di tutto, sociale e popolare. Una Destra che è al fianco di tutti gli italiani in questa crisi e che vuole lottare per tutti gli italiani. Una Destra consapevole, come scriveva Ezra Pound, che “con usura nessuno ha una solida casa di pietra”. Una Destra che vuole costruire il futuro. E, leggendo i libri della grandissima Evita Peròn, ho capito che la vera Destra è a favore di tutto il popolo e si oppone al predominio delle oligarchie. Per questo credo nella Destra. Per questo credo che il 2009 sia l’anno giusto per cambiare le cose. A cominciare dalle elezioni europee. Per le quali saremo nelle strade e nelle piazze, a raccogliere le firme. Per essere in Europa. Per affermare una nuova idea dell’Europa. Perché vogliamo un’Europa in cui ci siano più diritti sociali. Una battaglia che vogliamo vincere. La Destra ci sarà, con le sue idee e i suoi valori.
"Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte.
E se l'avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci.
In altri tempi ci risollevammo per noi stessi, da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla.
Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne.
E se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai".
Giorgio Almirante
(da Autobiografia di un fucilatore)
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